MANIFESTO
Premesso che :
- l’area
dell’entroterra di Ostia, per la sua natura idrogeologica, è stata oggetto di opere di bonifica
tra la fine del 1800 e la fine degli anni ’30 del secolo scorso;
- i lavori di
bonifica, dividendo il bacino in acque
alte, medie e basse con impianto di Pompaggio a Mare attraverso il
Canale dei Pescatori localizzato in Via del Fosso di Dragoncello, hanno
dato origine ad un sistema in
delicatissimo equilibrio;
- alla fine degli
anni ’90 sono state realizzate dalla Regione Lazio, una serie di opere per
il potenziamento del sistema di
raccolta e deflusso delle acque basse, potenziando le pompe per il
sollevamento in Via del Fosso di
Dragoncello e invertendo la pendenza di scarico di
una parte del bacino mediante la realizzazione con metodi di ingegneria
naturalistica del Nuovo Canale Bagnolo con la nuova realizzazione delle
Idrovore Bagnolo con scarico al Tevere;
- l’area delle acque
basse a sinistra della Via del Mare (guardando Roma) è stata oggetto di
devastanti eventi alluvionali nel novembre 2002 che si sono
successivamente ripetuti con cadenza sempre più ravvicinata;
- tali eventi sono
riconducibili oltre che alle mutate condizioni climatiche anche alla
sempre maggiore antropizzazione delle aree, grazie alla progressiva e
crescente attuazione degli strumenti urbanistici che l’Amministrazione ha
approvato negli ultimi anni (piani di zona, convenzioni e zone “O”);
- il medesimo
bacino sarà oggetto di prossimi
ulteriori interventi edilizi che renderanno le aree sempre più
antropizzate e quindi impermeabili
(Toponimi, 167 Integrata, Art. 11, Centralità di Madonnetta);
- la rete fognaria
ACEA è costituita da reti ed impianti progettati e realizzati per la
raccolta delle sole acque nere. La rete è dotata di “sfioratori” che in
deroga alle norme sull’inquinamento dei fossi e dei canali, consente lo
scarico dei liquami in casi eccezionali (lavori, ostruzioni, guasti)
localizzati in maniera puntuale e saltuaria lungo la rete. L’intero
sistema porta le acque all’impianto “Torracchione” posto nell’area
identificata come “centralità locale di Ostia Antica” dal Nuovo Piano
Regolatore di Roma;
- la rete di raccolta
delle acque superficiali è costituita dal
reticolo idraulico della ex Bonifica di Ostia ora in gestione dal Consorzio di
Bonifica Tevere ed Agro Romano (CBTAR)
non collegata alla rete della viabilità in modo diffuso e
capillare.
Considerato che:
- la mancanza della
rete di scarico delle acque meteoriche, la mancanza di controlli e la
scarsa sensibilità, hanno
consentito, nel corso degli anni, ad un
grande numero dei cittadini
dell’area ed in molti casi
anche all’ Amministrazione Municipale, di utilizzare la rete fognaria come
corpo ricettore delle acque meteoriche private e stradali;
- il maggiore carico
idraulico ricevuto dalla rete fognaria, in tempo di pioggia, manda in sofferenza gli impianti di
sollevamento e:
- attiva gli
“sfioratori” in modo sistematico e non più saltuario;
- satura l’intera
rete che tracima nelle strade e nei fabbricati allagandoli di liquami
fognari anche se fortemente diluiti (soprattutto le abitazione di antica
edificazione poste ormai al di sotto delle quote stradali,in prossimità
delle condotte più depresse degli impianti di sollevamento ed al
“Torracchione”);
- l’abuso dello scarico
delle acque meteoriche nelle reti fognarie e successivamente a Mare:
- ha prodotto, negli
ultimi anni, l’abbassamento della
falda e l’avanzamento del “cuneo salino” che danneggia la flora;
- crea, una ridotta
portanza del terreno e di conseguenza fenomeni di dissesto, soprattutto
in quei fabbricati, realizzati spontaneamente e condonati, che sono la
maggior parte di quelli presenti nell’area;
· le
opere realizzate alla fine degli anni ’90
dalla Regione Lazio per il Nuovo Canale Bagnolo e le stesse Idrovore Bagnolo non danno garanzie di funzionamento adeguate
al loro compito.
Preso atto che:
·
da informazioni assunte vi sono una serie di
progetti redatti dal CBTAR per la messa
in sicurezza dell’intero entroterra, alcuni dei quali finanziati dalla Regione
Lazio, quali:
1.
Ricalibratura della
rete scolante consortile Canale Bagnolo;
2.
Ricalibratura della
rete scolante consortile influente “E” del Canale Palocco;
3.
Ricalibratura della
rete scolante consortile influente “C” del Canale Palocco;
4.
Ricalibratura della rete
scolante consortile Canale Dragoncello;
5.
Ricalibratura della
rete scolante consortile Fosso Madonnetta;
6.
Canale Dragoncello –
rifacimento sottopasso della Via del Mare (Occhialoni)
7.
Opere di sistemazione
idraulica del Canale di Ponente (daVia Bernabé agli Occhialini);
·
da informazioni
assunte, esiste un ulteriore finanziamento della Regione Lazio per la
sistemazione del Nuovo Canale Bagnolo e
delle stesse Idrovore Bagnolo;
·
esiste il progetto redatto dal XII D.to del Comune di
Roma e, da questo, finanziato per la realizzazione del ponte della Via dei
Romagnoli sul Canale di Ponente con opere idrauliche connesse (Occhialini).
Tenuto conto della:
- particolare gravità
della situazione e dell’urgenza che rivestono gli interventi perché ci si trova davanti ad un caso
di salvaguardia della salute pubblica (un non intervento, comporta
“omissione di pubblico servizio “ e reati di natura penale);
·
necessità di un intervento rapido poiché è in corso
l’attuazione di diversi strumenti urbanistici (piani di zona, convenzioni e zone “O”) e molte edificazioni stanno
sorgendo nell’area che
peggioreranno di molto la
situazione di per se già grave;
·
necessità di predisporre una procedura comune e certa
per gli ulteriori strumenti urbanistici che stanno per essere approvati
nell’area; (Toponimi, 167 Integrata, Art. 11, Centralità di Madonnetta).
C H I E D IAMO
a tutte le Istituzioni Pubbliche e agli
Enti Privati responsabili della progettazione e della messa in opera delle
infrastrutture relative al sistema idraulico
del Municipio XIII
- di
operare, secondo le proprie competenze, in tempi brevi ed in modo sinergico,
sistemico ed integrato;
- di
informare, con comunicazione scritta, tutti i cittadini del XIII Municipio :
- della necessità e
dell’obbligo di distaccare gli allacci delle acque meteoriche dalle
condotte fognarie;
- dei tempi di
attuazione e degli investimenti delle opere spiegando che il progetto
proposto è la soluzione migliore per garantire la sicurezza idraulica del
Municipio XIII;
- del rispetto del
contratto di servizio tra i cittadini proprietari di case e ACEA,
stipulato in fase di allaccio alla rete, ricordando che è riportato sia
il divieto di immettere in fogna
scarichi diversi da quelli neri sia la relativa sanzione per gli
inadempienti;
- di attivare un
servizio di controllo a campione dei nuovi allacci alle condotte delle
abitazioni in corso di
edificazione;
- di installare, ad
ogni impianto di sollevamento della rete fognaria dell’entroterra (ad
iniziare dall’impianto “Torracchione” al quale arrivano tutte le reti
fognarie) sistemi di pompaggio mobili serviti da impianti elettrogeni con
condotta di scarico ai canali, in modo da riversare le acque meteoriche
che saturano le reti fognarie, in presenza di piogge, entro la rete della
bonifica:cosi come è stato già fatto il 1° ed il 18 novembre del 2002, e
come avviene per gli impianti dotati di “sfioratori” ad ogni banale
pioggia;
RICORDIAMO
l’estratto dell’art. 53 - Titolo IV-
del Regolamento Generale Edilizio del Comune di Roma –Norme Relative alle Opere
Esterne ai Fabbricati (deflusso delle acque pluviali – fognoli) Delib. 5261 del
18.8.1934 che prescrive:
le
acque pluviali provenienti dalla copertura dei fabbricati, devono essere
convogliate in apposite docce di ampiezza sufficiente.
Dette acque,
quando defluiscono verso piazze, vie, vicoli ed altri luoghi di uso pubblico e
privato, dalla doccia devono essere condotte con tubi verticali fino al suolo,
dove devono sfogare per appositi cunicoli nella fognatura pubblica.
………………I
bracci di immissione dei fognoli privati nelle pubbliche fogne sono costruiti a cura e spese dei
proprietari degli edifici ai quali
debbono servire, secondo le dimensioni, le pendenze e la forma prescritta dal competente ufficio del Comune e
mantenuti a cura dei proprietari stessi……..
SUGGERIAMO
- di progettare,
finanziare ed appaltare tutti gli ulteriori interventi che consentiranno
alla rete della Bonifica di
assolvere definitivamente alla sua mutata funzione di “bonifica urbana” in
modo che diventi una maglia di salvaguardia idraulica per l’intero
entroterra di Ostia che si prevede, rapidamente, notevolmente urbanizzato;
- di consentire la
realizzazione, mediante l’applicazione delle Delibere sullo “scomputo
urbano” e delle loro eventuali
integrazioni e modifiche da parte di privati e di Consorzi, di tutte le opere realizzabili per il
trattamento delle acque meteoriche e cioè:
- reti delle acque
chiare su strade private;
- percolazione;
- sub-irrigazione
nelle aree verdi;
- stoccaggio e
riutilizzo come acque grigie o per irrigazione;
in modo da poter incentivare la realizzazione e l’allaccio anche dei fabbricati di vecchia edificazione.
I Comitati del Gruppo Progetto Zone
“O”(Bagnoletto, , Amici di Madonnetta, Longarina, C.S.le C.d.Q. Infernetto,
Saline, Nuova Dragona, Centro Giano,
Prato Cornelio) ed i C. di Q.: Ostia
Antica, Villaggio Africa e Tre Pizzi
Bagnolo
e-mail: gruppozone.o@tiscali.it
Tel 065650926 Fax 0656359175
Roma 29.12.2005